Tuber macrosporum
Cosa si deve sapere
Il Tuber macrosporum è una specie di tartufo commestibile della famiglia delle Tuberaceae. Presente in Europa e comune in Italia centrale.
Si raccoglie nel periodo da settembre a dicembre e il suo aspetto è: da bruno-rossastro a nero all'esterno e bruno scuro con strisce bianche all'interno. La superficie è ricoperta da escrescenze verrucose piatte, che fanno apparire la spugna liscia.
Il tartufo nero liscio cresce sottoterra in piccole famiglie con fino a 5 corpi fruttiferi. Il micelio si forma sulle radici di alcuni alberi di conifere e di latifoglie.
Altri nomi: Tartufo nero liscio, Tartufo Liscio.
Identificazione del fungo
Ascomi
Ipogeo, di forma subglobosa o irregolare e lobata, di dimensioni comprese tra 1 e 5 cm, verrucoso, di colore da bruno rossastro a nerastro. Verruche di 0,5-2 mm di diametro, poligonali, irregolari nella forma e nelle dimensioni, appiattite e crespate.
Gleba
Sodo, solido, marrone, da violaceo a nero a maturità, con numerose e larghe venature bianche e serpeggianti.
Odore e sapore
Forte, piacevole, agliaceo.
Habitat
Tuber macrosporum cresce solitamente in terreni calcarei e spesso in terreni argillosi. In Italia, è possibile trovare questi tartufi negli stessi luoghi in cui si trovano Tuber magnatum.
Tuber macrosporum Caratteristiche microscopiche
Asci
Da subglobose a ellissoidi, a gambo corto, 90-130 x 65-80 µm, 1-3 (-4) pori (di solito 3).
Ascospiri
42-85 x 30-42 (-42) µm escluso l'ornamento, dimensioni variabili a seconda delle diverse spore presenti nell'ascus, intervallo Q = 1,40-2,08, ellissoide, giallo chiaro, bruno-rossastro a maturità, opaco a maturità, ornato da un reticolo a piccole maglie. Maglie poligonali, irregolari nella forma e nelle dimensioni, alte 3-5 (6) µm, lunghe 4-10 µm, larghe 6-10.
Peridio
spessore 150-300 µm, composto da ife agglutinate, intrecciate, a parete spessa, di colore bruno-rossastro negli strati più esterni, giallastro in quelli più interni.
Tassonomia
La specie è stata scoperta, descritta e illustrata dal micologo italiano Carlo Vittadini, per essere verificata nella sua opera Monographia Tuberacearum nel 1831. Questo taxon è valido fino al 2019. Esiste ancora il sinonimo Tuber rhenanum del famoso micologo Leopold Fuckel del 1870. Ma probabilmente la prima descrizione appartiene allo scienziato francese Pierre Bulliard che menzionò e dipinse la specie come Tuber cibarium subcinereum alliaceum nel primo volume della sua opera Histoire des champignons de la France del 1791.
Fonti:
Foto 1 - Autore: nicolo_oppicelli (Attribuzione-Non Commerciale 4.0 Internazionale)

