Cortinarius violaceus
Cosa c'è da sapere
Il Cortinarius violaceus è forse la specie più caratteristica del genere. Il cappello è di colore viola scuro, asciutto, da squamoso a tomentoso, con una lucentezza un po' metallica. Le lamelle ravvicinate sono di colore viola intenso e il gambo è tipicamente a forma di clava larga, asciutto e di colore viola, a volte con un colore bluastro alla base e un velo che appare leggermente grigiastro.
La polpa è viola con screziature bianche e l'odore è diverso da quello del legno di cedro. Spesso la base del gambo si scurisce quando viene maneggiata.
In Europa si riconoscono due specie molto simili, C. violaceus nei boschi di latifoglie e C. hercynicus (Persoon) Brandrud nelle foreste di conifere. Quest'ultimo ha spore da mandorlate a ellissoidi, più strette di quelle del primo.
La forma presente nel Nord America occidentale potrebbe rappresentare una specie a sé stante, ma questo è ancora da determinare.
Altri nomi: Cortina violacea, Dunkelvioletter Schleierling (tedesco).
Identificazione del fungo
Ecologia
Micorriza con legni duri o conifere; nel Nord America occidentale è spesso segnalata la sua comparsa nelle foreste di conifere di vecchia crescita vicino a tronchi marcescenti; cresce da sola, sparsa o gregaria; caduta; ampiamente distribuita nel Nord America.
Cappello
4-12 cm; convesse, che diventano largamente convesse, quasi piatte o leggermente campanulate; secche; densamente pelose, che diventano pelose o squamose; di colore viola intenso, che diventa bruno-violaceo e infine marrone scuro in generale.
Lamelle
Attaccata al gambo; quasi distante; dapprima viola scuro, che diventa da grigiastro a nerastro e infine marrone rugginoso; ricoperta da una cortina viola quando è giovane.
Gambo
Lungo da 6 a 16 cm; spesso fino a 2 cm; uguale sopra la base rigonfia o a forma di clava; secco; viola e finemente peloso da giovane, diventa grigio-violaceo fino a quasi nero o marrone, con una lucentezza; secco; diventa cavo.
Carne
Da viola a lilla o grigio porpora.
Odore
Dolce e leggermente profumato, o non caratteristico.
Stampa delle spore
Marrone arrugginito.
Tassonomia ed etimologia
Descritta scientificamente nel 1755 da Carl Linnaeus, che la chiamò Agaricus violaceus, la capelvenere è stata trasferita al genere Cortinarius nel 1821 dal micologo britannico Samuel Frederick Gray (1766 - 1828).
Alcune autorità dividono il Cortinarius violaceus in due varietà: Cortinarius violaceus var. violaceus, che è micorrizica con le latifoglie, e Cortinarius violaceus var. hercynicus, che forma micorrize con le conifere. Il primo ha spore a forma di mandorla, mentre il secondo si distingue per le spore ellissoidali.
Cortinarius violaceus è la specie tipo del genere Cortinarius, che è il più grande tra i generi di funghi. Essendo viola, il colore di questa capinera è tutt'altro che tipico, dato che la maggior parte delle specie di capinera ha una colorazione fulva, arancione o marrone. Esistono tuttavia altre ragnatele "blu", tra cui ad esempio Cortinarius caerulescens.
Non c'è bisogno di ricordare che il nome comune di Cappella violetta deriva dal colore di ogni parte di questo fungo e dal suo velo parziale simile a una ragnatela, o cortina, che attraversa lo spazio tra il gambo e il bordo del cappello, coprendo così le superfici fertili in via di maturazione (le lamelle) del fungo. Allo stesso modo, l'epiteto specifico violaceus è un riferimento diretto al colore di questi bellissimi funghi.
Fonti:
Foto 1 - Autore: 2008-08-22_Cortinarius_violaceus_(L.)_Gray_18241.jpg: (CC BY-SA 3.0 Unported)
Foto 2 - Autore: Holger Krisp (CC BY 3.0 Unported)
Foto 3 - Autore: Jimmie Veitch (jimmiev) (CC BY-SA 3.0 Unported)
Foto 4 - Autore: Jerzy Opioła (CC BY-SA 4.0 Internazionale)




