Phellodon niger
Cosa c'è da sapere
Il Phellodon niger è un fungo coriaceo e resistente, appartenente a un gruppo che presenta spine che formano lo strato portatore di spore sul lato inferiore del cappello. È comune nei karri e nelle regioni più umide della foresta di jarrah e fruttifica in gruppi nella lettiera fogliare profonda. È ben mascherato, poiché il suo colore si confonde con quello delle foglie umide e ben decomposte.
Questo fungo non commestibile ha spesso ramoscelli e aghi di conifere incastrati nei suoi cappelli. Anche le cimici del bosco sembrano trovare questo fungo difficile da penetrare.
Altri nomi: Dente nero.
Identificazione dei funghi
I cappelli crescono fino a circa 5 cm di diametro, spesso con diversi fusi insieme a formare strutture a più steli. Ha una superficie feltrata a motivi radiali, generalmente nera con zone concentriche di colore marrone scuro e un margine bianco. Le spine affollate sulla parte inferiore sono di colore grigio scuro-nero o viola, e lunghe circa 2-3 mm. Non si estendono fino al margine del lato inferiore, ma possono estendersi per un breve tratto lungo il gambo superiore. I gambi sono tenaci, neri o marrone-nero molto scuro e spesso appiattiti e scanalati per tutta la loro lunghezza. Quando i corpi fruttiferi si asciugano, hanno un forte odore di fieno greco.
Tassonomia ed etimologia
Nel 1815 il grande micologo svedese Elias Magnus Fries descrisse questa specie, dandole il nome di Hydnum nigrum. Nel 1881 il micologo finlandese Petter Adolf Karsten (1834-1917) trasferì il fungo del dente nero al genere Phellodon, rinominandolo Phellodon niger.
I sinonimi comuni di Phellodon niger includono Hydnum nigrum Fr., e di Hydnellum nigrum (fr.) P. Carso.
Phellodon niger è la specie tipo del genere Phellodon, di cui attualmente si registrano solo cinque specie in Gran Bretagna.
Nel 1881 il genere Phellodon è stato circoscritto dal micologo finlandese Petter Karsten; il nome generico deriva da phell che significa sughero e -don che significa dente. Si tratta di un fungo dentario resistente e simile al sughero.
L'epiteto specifico niger significa nero.
Chimica
Il Phellodon niger è stato fonte di diversi composti bioattivi: i diterpenoidi di tipo ciatanico, nigernina A e B; un derivato terfenilico chiamato fellodonina (2',3'-diacetossi-3,4,5',6',4''-pentaidrossi-p-terfenil); la grifolina e l'acido 4-O-metilgrifolico. Nel 2011 sono state segnalate altre nigernine (da C a F).
I corpi della frutta sono usati per produrre una tintura grigio-blu o verde.
Fonti:
Foto 1 - Autore: zaca (CC BY-SA 3.0 Unported)
Foto 2 - Autore: zaca (CC BY-SA 3.0 Non segnalato)
Foto 3 - Autore: Alan Rockefeller (Alan Rockefeller) (CC BY-SA 3.0 Non riportato)
Foto 4 - Autore: Noah Siegel (Amanita virosa) (CC BY-SA 3.0 Unported)




