Clavariadelphus pistillaris
Cosa si deve sapere
Il Clavariadelphus pistillaris è una rara specie di fungo della famiglia delle Gomphaceae originaria dell'Europa e del Nord America. Cresce durante l'estate e l'autunno quasi esclusivamente nelle foreste di faggio, su terreni calcarei, su lettiera e cippato.
La matrice e il corpo fruttifero rugoso hanno la forma di una clava con la sommità arrotondata. La lunghezza varia da 10 a 30 cm e la larghezza da 1 a 5 cm. La buccia è di colore da giallo-marrone a giallo ocra, a volte marrone cannella con una sfumatura lilla, e diventa marrone quando è danneggiata. La polpa spugnosa è bianca. L'impronta delle spore è giallo pallido. Ha un profumo debole ma gradevole.
La specie è registrata come commestibile. È stato segnalato che il fungo è un "alimento nutraceutico e/o funzionale" grazie alla sua elevata attività antiossidante e al contenuto di acidi grassi essenziali.
Altri nomi: Club gigante, Mazza d'Ercole, Bastone d'Ercole, Titina de vaca (italiano); Mano de mortero, Mano de almirez, Porra, bossa, Joiki arrunt (spagnolo); Clavaire en massue, Clavaire en pilon (francese); Large-clubbed Clavaria (inglese) e Herkuleskeule (tedesco).
Identificazione del fungo
Carpoforo
7-15 (30) cm di altezza × 2-6 cm di larghezza, tipicamente clavato, da cilindroide a fortemente clavato, con apice arrotondato o convesso, a volte allargato nella parte superiore della clava; superficie finemente rugosa, soprattutto nella parte superiore dove è posto l'imenoforo. Il colore è giallo-ocra, giallo-arancio, con diffusione del viola nella parte medio-inferiore, a maturità torna ad essere giallo-ocra per la maturazione delle spore, la parte basale da più chiara a bianca; a causa della manipolazione, quando viene toccato tende ad assumere una colorazione bruno-violacea. La base del carpoforo presenta alcuni cordoni miceliari bianchi alla base del gambo.
Imenoforo
Posto nella parte superiore della clava, poco differenziato, è finemente rugoso, pruinoso a maturità.
Carne
Inizialmente sodo, poi morbido e spugnoso ma comunque compatto, bianco, diventa violaceo brunastro al taglio, si macchia di brunastro soprattutto nella parte inferiore, assenza di odore, sapore aspro.
Reazioni chimiche
Imenio giallo brillante con SO4H2; la carne vira al giallo oro con KOH, al grigio-verde con SO4Fe.
Habitat
Cresce in estate e in autunno nei boschi di latifoglie, soprattutto sotto il faggio; è solitario o gregario.
Spore
Ellissoidale, allungata, a volte piuttosto compressa, guttulata, non amiloide, 10-12 × 7-8 µm.
Stampa delle spore
Bianco.
Basidi
Clavato, guttulato, tetrasporico, alcuni anche bisporici, con sterigmi lunghi fino a 10 µm, con fibbie articolari, 82,5-122,5 × 10-13,75 µm. Struttura monomitica del carpoforo.
Specie simili
Clavulinopsis fusiformis ha una forma simile, ma è giallo oro e molto più piccolo.
Tassonomia ed etimologia
Descritta scientificamente per la prima volta nel 1753 da Carl Linnaeus, che le diede il nome binomiale di Clavaria pistillaris - nome successivamente sancito da Elias Magnus Fries - la clava gigante fu trasferita al genere Clavariadelphus nel 1933 dal micologo olandese Marinus Anton Donk (1908 - 1972).
I sinonimi di Clavariadelphus pistillaris includono Clavaria pistillaris L., e Clavaria herculeana Lightf.
Il nome generico deriva dal latino clavaria che significa a forma di clava e dal greco adel'phos che significa fratello [che a sua volta deriva da a- (prefisso che significa, in questo caso, aggiunta o comunanza) più delphos che significa grembo materno - perché i fratelli vengono (per lo più)...) dallo stesso grembo]. L'implicazione è che i funghi di questo genere sono strettamente imparentati, come fratelli, con quelli del genere Clavaria, dal momento che la loro forma è simile.
L'epiteto specifico pistillaris è molto più semplice e si riferisce a un pistillo o pestello, l'attrezzo a forma di mazza usato con un mortaio (una tazza di pietra) per macinare erbe, ecc.
Fonti:
Foto 1 - Autore: Francisco J. Díez Martín (CC BY-SA 2.5 Generico)
Foto 2 - Autore: amadej trnkoczy (amadej) (CC BY-SA 3.0 Unported)
Foto 3 - Autore: Tatiana (CC BY 4.0 Internazionale)
Foto 4 - Autore: Holger Krisp (CC BY 3.0 Unported)
Foto 5 - Autore: Holger Krisp (CC BY 3.0 Non riportato)





