Chlorociboria aeruginascens
Cosa c'è da sapere
La Chlorociboria aeruginascens è un bellissimo fungo a coppa di colore blu-verde. Questo fungo è molto comune, ma i corpi fruttiferi sono visibili solo raramente. Questo fungo a fruttificazione prevalentemente invernale è talvolta indicato come fungo a coppa verde.
Il legno infettato dai funghi Chlorociboria è stato a lungo utilizzato in lavori decorativi come il Tunbridgeware. In Italia, la pratica risale almeno al XIV secolo, quando veniva utilizzata per l'intarsio, un processo di intarsio simile alla tarsia.
In Nord America esistono due specie di Chlorociboria: Chlorociboria aeruginascens, qui descritta, e Chlorociboria aeruginascens Clorociboria aeruginosa, che è praticamente identico a occhio nudo, ma presenta spore più lunghe e cellule terminali più grandi e ruvide sulla superficie esterna.
La decolorazione è causata dalla produzione del pigmento xilindeina, classificato dai chimici come naftachinone. Questo pigmento esiste in diverse forme di vari colori all'interno delle cellule del legno; la combinazione di una forma giallo-arancio con una forma blu-verde dà luogo all'abbagliante colorazione blu-verde del legno colonizzato. La xilindeina può inibire la germinazione delle piante ed è stata testata come alghicida. Può rendere il legno meno attraente per le termiti ed è stato studiato per le sue proprietà antitumorali.
Altri nomi: Tazza verde dell'elfo, tazza verde del legno.
Identificazione del fungo
Ecologia
Saprofago su tronchi e bastoni ben decomposti e privi di corteccia, compresi quelli di latifoglie e conifere; è evidente come legno macchiato di verde durante tutto l'anno, ma i corpi fruttiferi compaiono tipicamente in estate e in autunno; ampiamente distribuito in Nord America.
Corpo fruttifero
Inizialmente a forma di coppa, che diventa appiattita o a forma di disco; 2-5 mm di diametro; con un piccolo gambo (lungo 1-2 mm) che può essere centrale o leggermente decentrato; superficie superiore calva, blu-verde; superficie inferiore simile.
Caratteristiche microscopiche
Spore 6-8 x 1-2 µ; da subfusiformi a quasi cilindriche; lisce; biguttulate con una piccola goccia d'olio vicino a ciascuna estremità. Parafisi filiformi; 70-80 x 1 µ; apici subacuti; ialine. Cellule terminali sulla superficie excipulare cilindriche; spesso contorte o contorcenti; 1-1.5 µ di larghezza; liscio.
Tassonomia ed etimologia
Descritta nel 1869 dal micologo finlandese William Nylander (1822 - 1899), con il nome scientifico di Peziza aeruginascens, questa specie ascomicete è stata trasferita al genere Chlorociboria nel 1957 dai micologi americani C S Ramamurthi, R P Korf e L R Batra.
Tra i sinonimi di Chlorociboria aeruginascens si annovera Helvella aeruginosa Oeder ex With., Chlorosplenium aeruginosum (Oeder ex Con).) De Not., Peziza aeruginascens Nyl., e Chlorosplenium aeruginascens (Nyl.) P. Carso.
L'epiteto specifico aeruginascens deriva dal latino e significa "diventare blu-verde", come accade al legno infettato da questo fungo.
Fonti:
Foto 1 - Autore: Holger Krisp (CC BY 3.0 Non riportato)
Foto 2 - Autore: Dan Molter (shroomydan) (CC BY-SA 3.0 Unported)
Foto 3 - Autore: Jymm (Pubblico dominio)
Foto 4 - Autore: Lukas da Londra, Inghilterra (CC BY-SA 2.0 Generico)




