Tarzetta cupularis
Cosa c'è da sapere
La Tarzetta cupularis è una specie di fungo apotecico appartenente alla famiglia delle Pyronemataceae. Si tratta di una specie dell'Europa settentrionale, con occasionali segnalazioni più a sud, in Spagna e Marocco. È presente anche in Nord America.
Questo piccolo fungo a coppa è ufficialmente riconosciuto per le sue dimensioni minuscole, la forma a calice (piuttosto che a piattino), la presenza di una base indistinta simile a un gambo. Quando è giovane, le fibrille della superficie esterna della coppa sono intrecciate sulla superficie di produzione delle spore, creando una copertura protettiva.
Si presenta dalla primavera all'autunno sotto forma di coppe a forma di fiasco, di colore marrone o crema, larghe fino a 2 cm e larghe 2 cm.Alto 5 cm in gruppi nei boschi umidi. L'affine Tarzetta catinus tende ad essere più grande con un calice più aperto, ma le due specie possono essere distinte in modo affidabile solo al microscopio: dalla forma delle spore (quelle di T. cupularis sono più strette) e delle parafisi (quelle di T. cupularis, priva delle caratteristiche punte lobate di T. catinus). T. cupularis non è commestibile.
Altri nomi: Coppa dell'elfo, calice grigio.
Identificazione dei funghi
Ecologia
Incerto; un'indagine recente (Tedersoo e collaboratori, 2006) suggerisce che almeno alcune specie di Tarzetta siano micorriziche; cresce da solo, gregario o in piccoli gruppi; terrestre; spesso segnalato da siti bruciati; segnalato anche su muschio o terreno nudo sotto conifere o latifoglie; tarda primavera e inizio estate; probabilmente ampiamente distribuito in Nord America.
Corpo fruttifero
A forma di gobba dalla giovinezza alla maturità; 5-15 mm di diametro; superficie superiore/interna liscia, da cremosa a grigiastra o giallastra; superficie esterna da pelosa a finemente pastosa o granulosa; da cremosa a giallastra, a volte con pustole brunastre e/o peli biancastri, soprattutto verso il margine; quando è immaturo con un rivestimento simile a un velo sull'imenio, successivamente eliminato come frammenti pelosi o simili a denti sul margine del cappello; pseudostelo di solito presente; odore non caratteristico; carne chiara.
Caratteristiche microscopiche
Spore 18-22 x 13-15 µ; lisce; biguttulate. Parafisi con punte leggermente ispessite, ma non lobate o simili a idre. Le punte degli aschi non si azzurrano nel reattivo di Melzer.
Specie simili
Esistono almeno 100 specie di Peziza e la maggior parte di esse presenta varie tonalità di fulvo o marrone. L'identificazione definitiva è raramente possibile senza l'esame microscopico.
Tassonomia ed etimologia
Quando nel 1753 Carl Linnaeus descrisse questo fungo ascomicete gli attribuì il nome scientifico binomiale di Peziza cupularis. Il nome scientifico attualmente accettato risale al 1981, quando il micologo ceco Mirko Svrček (b. 1925) ha trasferito questa specie al genere Tarzetta.
Tra i sinonimi di Tarzetta cupularis si annovera Peziza cupularis L., Pustularia cupularis (L.) Fuckel, e Geopyxis cupularis (L.) Sacc.
Tarzetta, il nome generico, è quasi certamente una corruzione del sostantivo italiano Tazzeta che significa "piccola tazza" - un riferimento alle dimensioni ridotte e alla forma generale dei funghi di questo genere.
L'epiteto specifico cupularis deriva dal latino e significa "come una piccola tazza".
Fonti:
Foto 1 - Autore: LutzBruno (CC BY 3.0 Non pubblicato)
Foto 2 - Autore: Björn S... (CC BY-SA 2.0 Generico)
Foto 3 - Autore: LutzBruno (CC BY 3.0 Unported)



